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cos'è

La traduzione letterale sarebbe “Impronta di Carbonio”, ma visto che in italiano non vuol dire molto, si utilizza la versione inglese anche nella nostra lingua.

Il termine riprende il concetto di Impronta ecologica (Ecological Footprint, una misura dell’impatto delle attività umane sul pianeta terra in termini di superficie produttiva necessaria a sostenerle), considerando però le emissioni di CO2 in atmosfera: ovvero si sommano insieme le emissioni provocate direttamente o indirettamente da una certa attività, o da altre ad essa connesse, e si esprimono in tonnellate o chilogrammi di CO2 all’anno. Ovvero quanto impatta quella attività.

In realtà si conteggiano non solo le emissioni di CO2 ma anche di tutti gli altri gas ad effetto serra, che per poter essere sommati, vengono trasformati in “CO2 equivalenti” (CO2eq) a seconda del potere di ciascun gas di influire sul clima.

Questo indicatore si può riferire ad un’azione (es. spostamenti), alla produzione di un oggetto (es. una bottiglia), alla fornitura di un servizio (es. acquisti on-line).

La Carbon Footprint è molto importante perché per combattere il riscaldamento globale e salvare il pianeta, siamo tutti (cittadini, imprese, istituzioni...) obbligati a ridurre drasticamente le nostre emissioni, e per farlo dobbiamo sapere quanto emettiamo e come agire in concreto.​

perché

Le emissioni in atmosfera di CO2 e degli altri gas ad effetto serra, e i conseguenti cambiamenti climatici, costituiscono uno dei grandi problemi epocali che la nostra civiltà si trova ad affrontare. Gli strumenti istituzionali adottati finora (soprattutto nel nostro paese!) sono assolutamente insufficienti.

In attesa che si definiscano politiche internazionali che vadano oltre il Protocollo di Kyoto, l’unione Europea si è anticipata con la cosiddetta Direttiva “20-20-20”, che fissa dei parametri da raggiungere per tutti entro il 2020 (20% di efficienza energetica, 20% di fonti rinnovabili, 20% di emissioni in meno). Il mondo delle imprese, dei cittadini e delle amministrazioni, si deve mobilitare per anticipare  e far vivere il cambiamento.

Dal 2016, grazie al collegato ambientale della Legge di Stabilità e al nuovo codice dei contratti (Dlgs 50/16), il possesso delle certificazioni sulle emissioni (ISO 14064-1 o ISO/TS 14067) è richiesto per la partecipazione alle gare per le forniture degli enti pubblici. Inoltre rappresentano un vantaggio competitivo nel caso delle gare per la ristorazione collettiva.

Calcolare la Carbon Footprint di un prodotto, di un servizio, di un’azienda, di un ente pubblico o di una qualsiasi altra attività, serve in primo luogo a conoscere il suo impatto sui cambiamenti climatici. Però conoscerlo e comunicarlo non basta: è fondamentale cercare di diminuire nel tempo tale impatto.

Diminuire tale impatto comporta azioni virtuose che riducono i consumi, e riduzione dei consumi significa anche riduzione delle spese.

A questo punto potremmo quindi comunicare non solo quanto incidiamo sui cambiamenti climatici, ma che abbiamo deciso di ridurre il nostro impatto, e che lo stiamo facendo concretamente!

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